Il carisma di papa Francesco non è formale, ha radici profonde come l'essenziale rispetto al marginale.
Col motto "carità nella verità" il predecessore (Benedetto), volendo
contestualizzare la carità, aveva riaffermato la centralità dottrinale e
istituzionale della chiesa rispetto al cosiddetto laicismo e
relativismo. La "verità nella carità" di papa Francesco attua
un'inversione di rotta: significa che la carità è la verità. Chi ama il
prossimo (giusto o peccatore, amico o
rivale, giovane o vecchio, sano o handicappato, colto o ignorante,
bianco o nero, in ogni angolo storico e culturale) nell'atto in cui ama
opera nella verità e realizza il suo senso.
Nella logica di
Francesco il Vangelo è universale e la chiesa, lungi dall'essere
clericale e dogmatica, è una comunità aperta con un unico fondamento:
l'amore del prossimo. L'amore del prossimo, che nell'imperativo
evangelico coincide con l'amore di Dio (l'uno è la verifica dell'altro),
è la radice di ogni autentico spirito religioso e di ogni etica non
convenzionale.
La misericordia di Dio, tema del giubileo appena
annunciato, è in piena sintonia: Dio ama l'uomo e l'uomo non può non
fidarsi di Dio come del principio e fine del proprio esistere, che è
comunitario, sociale.mt
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