Mittwoch, 25. November 2015

Tutto è metafora e relazione


Tutto è metafora: nel quotidiano, nella poesia, nella scienza, nella religione... Ogni metafora rimanda ad un’altra... e così all’infinito. La struttura della lingua è la stessa dell’intelligenza e del mondo. Ciò significa che tutto è relazionale. Quando questo non lo si riconosce cominciano i guai di dogmatismo, fondamentalismo, sopraffazione, dittatura, corruzione, perversione. Ripeto. Non esistono i poli A e B e il loro collegamento C, come tre entità distinte. Realtà non è A + B, ma la loro relazione in C.

La realtà (lingua, intelligenza, mondo...) è leggera, ha la leggerezza della relazionalità. Prendiamo la materia con la fisica che la studia e consideriamo come esempio la più celebre delle formule: energia è uguale a massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c, dal latino celeritas). E-m-c non sono entità autonome, ma ognuna è definibile solo dalla propria relazione con le altre, e l’insieme è unità strutturata. In termini pratici significa la totale convertibilità di massa in energia e viceversa con l’implicazione della velocità della luce (che nella giusta visione di Einstein è pienamente omogenea con energia e massa).

La relazionalità, evidente nel mondo fisico, vale anche per le categorie del mondo personale-etico-religioso. L‘io non è spiegabile (non esiste) se non come relazione con l’altro; e Dio si inserisce in quella relazione come fondante. L’insieme è unità strutturata di immanenza e trascendenza. Dio può essere nominato diversamente secondo le varie confessioni o culture o discipline di pensiero: Assoluto, Spirito, Armonia universale e in mille altri modi; e nella pratica può essere anche utilizzato e bistrattato per fini ignobili, che sono appunto il contrario della relazione io-altro. Se l’io esiste solo nella relazione con l’altro, significa che quella relazione è un processo creativo, che coinvolge (creativamente) anche tutto il resto, mondo compreso.

In forma non così teorica ma intuitiva noi percepiamo sempre la relazionalità di cui siamo tessuti. La relazionalità è bellezza, che è il metro di misura di ogni cosa, il nostro vero centro di gravità. A quella attrazione possiamo però opporre resistenza, come le molteplici brutture nel mondo dimostrano. Mario Tamponi

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