Religione e laicità vengono
normalmente rappresentate in contrapposizione; io invece mi sento profondamente
laico perchè cristiano. In totale sintonia con „Ama il Signore Dio tuo con
tutto il tuo cuore!“ il cristianesimo si fonda sul comandamento-vocazione „Ama
il prossimo tuo come te stesso!“. L’amore del prossimo e quello di Dio sono
interdipendenti quasi fino a coincidere. Chi dice di amare Dio - si legge nel
Nuovo Testamento - ma non ama il prossimo è
bugiardo; nel „giorno del giudizio“ non dovremo render conto se abbiamo
professato o meno l’esistenza di Dio, ma se abbiamo servito gli altri, perchè
il servizio degli altri è l’unica vera testimonianza della fede in Dio „padre“
di tutti. Nella convivenza civile devo quindi volere il rispetto dei diritti
degli altri a prescindere dal loro credo, cultura e provenienza; in ognuno devo
vedere e onorare la piena dignità, inviolabile come la mia, anche se e quando
l’altro non condivide le mie opinioni e il mio stile di vita. Ma le diverse
identità personali e culturali, se non annacquate o intorbidite, sono la base
per un dialogo autentico e un’intesa solidale che porti lontano.
Non
potrà mai capire questo chi confonde religione con clericalismo. Altro è il
servizio del clero nella chiesa che annuncia un messaggio e amministra
un‘istituzione „povera“ con l’uso di risorse e strumenti adeguati alle
finalità. Clericalismo invece come potere di casta e di lobby collaterali per
privilegi e vantaggi politici non è religione, semmai ne è l’abuso. Come non è
religione un qualsiasi credo che non si ispiri alla fraternità universale. Un
cristiano autentico, quindi, è un laico con una motivazione profonda, che manca
invece a chi professa un laicismo fine a se stesso, un surrogato di religione,
un’etica senza trascendenza.
Nella recente retorica mediale dopo gli attentati terroristici dello „stato islamico“ politici e giornalisti hanno sollecitato telespettatori e lettori a ripetere ad alta voce: Prima la Costituzione, poi la Bibbia o il Corano! È una stupidaggine, come dire: prima la costituzione, poi la coscienza (che per molti è religiosa). Quella contrapposizione o priorità non ha senso perchè costituzione e coscienza non stanno sullo stesso piano, ma sono interdipendenti come le norme di comportamento sociale e il loro fondamento etico.
Nella recente retorica mediale dopo gli attentati terroristici dello „stato islamico“ politici e giornalisti hanno sollecitato telespettatori e lettori a ripetere ad alta voce: Prima la Costituzione, poi la Bibbia o il Corano! È una stupidaggine, come dire: prima la costituzione, poi la coscienza (che per molti è religiosa). Quella contrapposizione o priorità non ha senso perchè costituzione e coscienza non stanno sullo stesso piano, ma sono interdipendenti come le norme di comportamento sociale e il loro fondamento etico.
Mario Tamponi
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