Un esercito di scienziati armato di alta tecnologia ha impiegato un secolo per riuscire a dimostrare l’esistenza delle onde gravitazionali su cui si basa la costruzione astrofisica di Einstein. La sua teoria della relatività generale ci fornisce l‘immagine di un cosmo da capogiro, una visione eccelsa non solo per fisici e matematici, ma anche per la nostra quotidiana contemplazione del sublime.
Una delle menti più
profonde e rivoluzionarie della nostra umanità,
Immanuel Kant, scriveva: „Due cose riempiono l’animo di una sempre nuova e
crescente ammirazione e timore: il cielo stellato sopra di me e la legge morale
dentro di me.“ Ma per il filosofo le due cose che lo stupiscono non stanno
sullo stesso piano; la prima è simbolo della seconda. Paradossalmente il cielo
stellato non può essere che la metafora della nostra incredibile avventura,
dato che lo spazio e il tempo che costituiscono ogni realtà fisica sono
„categorie a priori“ della nostra conoscenza, un pò come le lenti con cui vediamo
o costruiamo il nostro mondo. La legge morale, cioè il nostro rapporto etico
con gli altri e con Dio, è invece il fondamento del nostro esistere, della
realtà. Non per nulla Kant ritiene di non poter dimostrare l’esistenza di Dio
con la conoscenza ordinaria (ragion pura) perchè lo degraderebbe alla
caricatura di un super-oggetto energetico o di un superuomo; lo afferma invece
con la „ragion pratica“, cioè col principio del rapporto etico, che è la sfera
del nostro reale.
Questo
lo aveva capito anche il kantiano Einstein che, a differenza di tanti
scienziati del nostro tempo, non confondeva le due sfere. Mario Tamponi
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