Freitag, 12. Februar 2016

Il cielo stellato sopra di me


Un esercito di scienziati armato di alta tecnologia ha impiegato un secolo per riuscire a dimostrare l’esistenza delle onde gravitazionali su cui si basa la costruzione astrofisica di Einstein. La sua teoria della relatività generale ci fornisce l‘immagine di un cosmo da capogiro, una visione eccelsa non solo per fisici e matematici, ma anche per la nostra quotidiana contemplazione del sublime.


Una delle menti più profonde e rivoluzionarie della nostra umanità, Immanuel Kant, scriveva: „Due cose riempiono l’animo di una sempre nuova e crescente ammirazione e timore: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.“ Ma per il filosofo le due cose che lo stupiscono non stanno sullo stesso piano; la prima è simbolo della seconda. Paradossalmente il cielo stellato non può essere che la metafora della nostra incredibile avventura, dato che lo spazio e il tempo che costituiscono ogni realtà fisica sono „categorie a priori“ della nostra conoscenza, un pò come le lenti con cui vediamo o costruiamo il nostro mondo. La legge morale, cioè il nostro rapporto etico con gli altri e con Dio, è invece il fondamento del nostro esistere, della realtà. Non per nulla Kant ritiene di non poter dimostrare l’esistenza di Dio con la conoscenza ordinaria (ragion pura) perchè lo degraderebbe alla caricatura di un super-oggetto energetico o di un superuomo; lo afferma invece con la „ragion pratica“, cioè col principio del rapporto etico, che è la sfera del nostro reale.
 
Questo lo aveva capito anche il kantiano Einstein che, a differenza di tanti scienziati del nostro tempo, non confondeva le due sfere. Mario Tamponi

Keine Kommentare:

Kommentar veröffentlichen