Il mese scorso ricorreva l'anniversario della nascita di Darwin, padre dell'evoluzionismo naturale. Certamente andava festeggiato per l'importanza delle sue scoperte sulla diversificazione delle specie e sullo sviluppo dei viventi mediante competizione e selezione per la sopravvivenza. Di qui a dire, come molti dicono, che con ciò avrebbe spodestato Dio come creatore significa non capire che il campo delle scienze naturali non è quello della filosofia e della religione.
Non
ha neppure senso, come molti fanno, contrapporre all'evoluzionismo il
creazionismo (Genesi biblica interpretata alla lettera e non come metafora),
perchè anche i creazionisti confondono i due ambiti. Se bene intesa, la
creazione non è un evento causale di un Supercosmo o Superuomo in un tempo
storico, ma significa la dipendenza dell'uomo dal Mistero (che i cristiani
chiamano Amore, Padre), l'esistenza di ogni singolo come dono, altrimenti
inconcepibile contro le infinite probabilità del contrario. E il Mistero è
assoluto nel senso che paradossalmente cresce proprio col progredire delle
scienze naturali.
Una
cosa è l'ottica esistenziale di ognuno di noi al di qua e al di là di ogni
scienza; altra cosa è l'ottica di ciò che all'esistenza fa da contesto, il
cosmo che conosciamo/costruiamo come oggetto e sul quale indaghiamo. La
filosofia e la religione che cercano di interpretare l'esistenza dal suo
interno precedono e superano i limiti della fisica e delle scienze naturali. I
temi trattati, pur contrassegnati dagli stessi nomi, hanno una valenza
totalmente diversa, esistenziale appunto: tempo, spazio, storia, vita, morte,
immanenza, trascendenza, libertà, amore, infinito, eterno, bellezza...
E
non si pensi che, mentre la filosofia e la religione si esprimono in metafore,
la scienza possa spiegarle. Potrà forse spiegare le suggestioni spirituali
della musica o della poesia soltanto perchè ne indica la struttura matematica?
Del resto anche la scienza naturale opera e si esprime con un linguaggio
diversamente simbolico: perchè tutto nel mondo fisico come in quello
esistenziale consiste in relazioni e in relazioni di relazioni che si rimandano
all'infinito. È
fantastica la ricerca scientifica; per Galileo, padre della scienza moderna,
significava indagare sulle orme di Dio. Grave è invece quando essa perde la
consapevolezza dei propri limiti strutturali. Mario Tamponi
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