Donnerstag, 29. Mai 2014

Sondaggi all'italiana

Alla vigilia del voto europeo gli istituti italiani di sondaggio davano possibile persino un sorpasso di Grillo su Renzi... e invece il risultato reale ha dato a Renzi un vantaggio su Grillo di quasi il 20 per cento (40,8% contro 21,1%). Flop penoso da far arrossire il verde!
In Germania i sondaggi di opinione e di tendenza sono così speculari della realtà da rendere quasi superflue le stesse elezioni politiche, almeno rispetto alla curiosità della gente. Ma questo nel confronto tra i due sistemi (italiano e tedesco) mi è stato sempre chiaro. Ho sempre trovato ridicolo il ruolo da star dei sondaggisti che accompagnano trasmissioni televisive (Porta a porta, Ballarò, Virus, Anno zero...) e altro con spiegazioni procedurali che, data l'approssimazione, potrebbero risparmiarci. In Germania i sondaggi vengono riferiti col nudo dei numeri, senza teatralità e personalismi. Un pò come, sempre in Germania, l'annuncio delle previsioni metereologiche alla tv non ha bisogno, come in Italia, di colonnelli medagliati, dato che dovrebbe risultar chiaro a tutti che non sono loro i padroni del tempo, dei satelliti e dei calcolatori.
Con ciò non credo che gli italiani siano meno capaci dei tedeschi di matematica e di statistica. Credo piuttosto che da noi anche gli istituti di sondaggio facciano parte del sistema delle tante lobby, stampa o informazione compresa. I giornali non potranno garantire il controllo imparziale della cosa pubblica finchè continueranno ad usufruire (come un diritto, impensabile in Germania) del finanziamento pubblico e di altro. Lo ha denunciato e documentato recentemente in Report la coraggiosa Gabanelli. Ma un politico o un partito che cercasse di tenerne conto rischierebbe il suicidio... e nella politica il coraggio è cosa da mosche bianche.

Dienstag, 27. Mai 2014

Auguri, Matteo Renzi!

Caro Matteo, brindo al tuo trionfo europeo, non tanto per ragioni ideologiche (potremmo anche dissentire o forse no), quanto per l'esempio di civiltà che ci hai dato in una contrastata campagna elettorale. Grazie per aver reagito alle provocazioni avversarie non con l'abituale volgarità di troppi, ma con lo slancio ideale che sembra animare la tua avventura politica! Grazie per il tuo linguaggio semplice e cordiale che arriva alla gente, senza certi tecnicismi che spesso sono più vuoti del vuoto. Mi sono piaciuti anche i tuoi riferimenti etici ed umanistici in un contesto in cui il populismo e l'insulto (la forza dei deboli!) sembravano la via più facile al consenso. Spero che l'accresciuta forza politica in Europa e in Italia ti faciliti ora le riforme di cui c'è urgente, drammatico bisogno. Forse anche con la collaborazione parlamentare di Grillo e del centro-destra. Possibile perchè la tua giovane età non è solo anagrafica e agli sconfitti è tuo costume guardare con elegante pragmatismo. Buon lavoro! mt


Samstag, 24. Mai 2014

Delitto contro l'umanità

La recente esecuzione capitale di Clayton Lockett (uomo di colore!) con iniezione letale in Oklahoma si è protratta per ben 43 minuti: un’agonia incredibilmente dolorosa e angosciosa che si è conclusa per infarto cardiaco. La notizia, pubblicata in sordina qualche settimana fa, ha turbato per un solo giorno il perbenismo sentimentale di molti, per dileguarsi poi nell’indifferenza collettiva. A Clayton, vittima di un grave delitto contro l’umanità, dovremmo invece innalzare nel nostro cervello un indelebile monumento alla memoria.

Se non poniamo la dignità di OGNI SINGOLO UOMO (anche malato o “criminale”) alla base della nostra concezione politica, ritengo che molte delle nostre disquisizioni su dettagli di democrazia e sviluppo, di destra e sinistra e di tutto il resto siano aria fritta, insopportabile bla bla bla.

Personalmente non trovo giustificazioni filosofiche ed etiche per uno Stato che uccide. Ma se i fautori della pena di morte si illudono di vederne qualcuna, perchè non optano almeno per una fine dolce del condannato, con anestesia totale, come si fa con gli animali domestici quando invecchiano? Non è già abbastanza privare un uomo della vita? O bisogna anche torturarlo e umiliarlo perchè i giustizieri (boia e concittadini benpensanti) possano godere della sofferenza del condannato e della sua legittima rabbia contro quelli che – ingiustamente – gli sopravvivono?

Mi lasciano indifferente le dichiarazioni costituzionali sulla dignità dell’uomo, quando poi quelle stesse costituzioni riconoscono agli Stati il diritto di negarla.
A quanti condividono questi pensieri e sentimenti mi rivolgo con un appello accorato: organizziamoci per una rivolta senza fine contro il cinismo o sadomasochismo legale dell’uomo contro l’uomo, dell’uomo contro se stesso. mt

Un papa da sostenere

Siamo testimoni di un fenomeno epocale. Mentre un papa classico, dovendo governare una chiesa globale e variopinta, è soggetto a molteplici compromessi e precauzioni, papa Francesco non si lascia spronare, ma tira. Si pone all’avanguardia rispetto ai vertici e alle comunità di base, alla luce di un Vangelo elementare che, se autentico, esercita su tutti un fascino coinvolgente. 

Papa Francesco ha la popolarità che merita, più di tanti leader e star del nostro tempo; ma limitarsi ad applaudirlo non basta. Soprattutto va sostenuto, e ci sono mille modi per farlo. È necessario perchè ha un compito immane e, nonostante le folle che lo acclamano, rischia la solitudine. Non sono pochi – curiali, ecclesiastici e politici conservatori dal volto serafico – che gli remano contro. È la resistenza di chi non vuole rinunciare alle certezze e ai consolidati privilegi personali e di categoria.
 
Mesi fa a Roma non ho visto la sua enciclica esposta in alcuna delle numerose parrocchie; l’ho trovata invece da Feltrinelli, evidenziata come il libro più richiesto del momento. Eppure in quella enciclica, apparentemente innocua, c’è il capovolgimento di un’ottica: non "la carità nella verità", ma "la verità nella carità", cioè il rispetto dovuto a ogni uomo nella sua specificità culturale, ideologica e comportamentale – il Gesù insomma che parla con la prostituta e il povero, ma non riesce a comunicare con il fariseo e il presuntuoso sacerdote della dottrina dogmatica e del potere.

Dovremmo accompagnare questa rivoluzione appena avviata nella chiesa, nella società civile e nella politica. Dovremmo farlo da cattolici e religiosi di ogni confessione, da credenti e non credenti, perchè quella rivoluzione interessa il futuro di tutti. mt

foto vaticano