Samstag, 24. Mai 2014

Un papa da sostenere

Siamo testimoni di un fenomeno epocale. Mentre un papa classico, dovendo governare una chiesa globale e variopinta, è soggetto a molteplici compromessi e precauzioni, papa Francesco non si lascia spronare, ma tira. Si pone all’avanguardia rispetto ai vertici e alle comunità di base, alla luce di un Vangelo elementare che, se autentico, esercita su tutti un fascino coinvolgente. 

Papa Francesco ha la popolarità che merita, più di tanti leader e star del nostro tempo; ma limitarsi ad applaudirlo non basta. Soprattutto va sostenuto, e ci sono mille modi per farlo. È necessario perchè ha un compito immane e, nonostante le folle che lo acclamano, rischia la solitudine. Non sono pochi – curiali, ecclesiastici e politici conservatori dal volto serafico – che gli remano contro. È la resistenza di chi non vuole rinunciare alle certezze e ai consolidati privilegi personali e di categoria.
 
Mesi fa a Roma non ho visto la sua enciclica esposta in alcuna delle numerose parrocchie; l’ho trovata invece da Feltrinelli, evidenziata come il libro più richiesto del momento. Eppure in quella enciclica, apparentemente innocua, c’è il capovolgimento di un’ottica: non "la carità nella verità", ma "la verità nella carità", cioè il rispetto dovuto a ogni uomo nella sua specificità culturale, ideologica e comportamentale – il Gesù insomma che parla con la prostituta e il povero, ma non riesce a comunicare con il fariseo e il presuntuoso sacerdote della dottrina dogmatica e del potere.

Dovremmo accompagnare questa rivoluzione appena avviata nella chiesa, nella società civile e nella politica. Dovremmo farlo da cattolici e religiosi di ogni confessione, da credenti e non credenti, perchè quella rivoluzione interessa il futuro di tutti. mt

foto vaticano


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