Samstag, 24. Mai 2014

Delitto contro l'umanità

La recente esecuzione capitale di Clayton Lockett (uomo di colore!) con iniezione letale in Oklahoma si è protratta per ben 43 minuti: un’agonia incredibilmente dolorosa e angosciosa che si è conclusa per infarto cardiaco. La notizia, pubblicata in sordina qualche settimana fa, ha turbato per un solo giorno il perbenismo sentimentale di molti, per dileguarsi poi nell’indifferenza collettiva. A Clayton, vittima di un grave delitto contro l’umanità, dovremmo invece innalzare nel nostro cervello un indelebile monumento alla memoria.

Se non poniamo la dignità di OGNI SINGOLO UOMO (anche malato o “criminale”) alla base della nostra concezione politica, ritengo che molte delle nostre disquisizioni su dettagli di democrazia e sviluppo, di destra e sinistra e di tutto il resto siano aria fritta, insopportabile bla bla bla.

Personalmente non trovo giustificazioni filosofiche ed etiche per uno Stato che uccide. Ma se i fautori della pena di morte si illudono di vederne qualcuna, perchè non optano almeno per una fine dolce del condannato, con anestesia totale, come si fa con gli animali domestici quando invecchiano? Non è già abbastanza privare un uomo della vita? O bisogna anche torturarlo e umiliarlo perchè i giustizieri (boia e concittadini benpensanti) possano godere della sofferenza del condannato e della sua legittima rabbia contro quelli che – ingiustamente – gli sopravvivono?

Mi lasciano indifferente le dichiarazioni costituzionali sulla dignità dell’uomo, quando poi quelle stesse costituzioni riconoscono agli Stati il diritto di negarla.
A quanti condividono questi pensieri e sentimenti mi rivolgo con un appello accorato: organizziamoci per una rivolta senza fine contro il cinismo o sadomasochismo legale dell’uomo contro l’uomo, dell’uomo contro se stesso. mt

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