di Luigi Pirandello:
"Prima di giudicare la
mia vita o il mio carattere
mettiti le mie scarpe,
percorri il cammino che ho percorso io;
vivi il mio dolore, i miei
dubbi, le mie risate;
vivi gli anni che ho vissuto
io e cadi là dove sono caduto io
e rialzati come ho fatto
io."
Il passo dovrebbe riguardare
anche il prossimo
e potrebbe essere riformulato
così:
"Prima di giudicare la
vita dell'altro o il suo carattere
mettiti le sue scarpe,
percorri il cammino che ha percorso lui;
vivi il suo dolore, i suoi
dubbi, le sue risate;
vivi gli anni che ha vissuto
lui e cadi là dove è caduto lui
e rialzati come ha fatto
lui."
Naturalmente è impossibile
sostituirsi alla vita dell'altro,
quindi è impossibile e insensato
giudicare l'altro, chiunque sia,
qualunque cosa faccia o
abbia fatto.
Se fossimo coerenti con
questa evidenza il mondo sarebbe
decisamente più sopportabile
e bello per ognuno di noi, per tutti.
Questa coerenza è difficile
perchè va contro l'istinto infantile
e comodo di giudicare gli altri per
giustificare se stessi.
Ma tendervi è il compito
primario per crescere.
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