Gorbaciov, il grande dimenticato
Senza di lui il muro di
Berlino non sarebbe mai caduto... e tutti (o quasi) ne siamo stati
testimoni. Capo di una superpotenza nucleare, in periodo di guerra
fredda Gorbaciov ha dialogato con Giovanni Paolo II, Reagan e Kohl senza
esserne costretto. Da filosofo (lo era anche la moglie Raissa) si è
lasciato ispirare più dalla logica umanistica che da quella
machiavellica della politica.
Oggi nel 25esimo anniversario di quella svolta epocale pochi
lo ricordano, al più lo commemorano come esile figura folcloristica. La
copertina del Time che qui riporto appartiene al passato sepolto; nel
frattempo tanti altri si sono appropriati abusivamente di quel
palcoscenico storico.
È l'ironia o stupidità di un'amnesia
collettiva o la lucida eliminazione di un personaggio critico del
presente, anche di quello europeo e americano?
Sembra che la storia politica, quella ricostruita, sia spesso più maestra di retorica che di vita. Mario Tamponi
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