Ieri ho guardato la televisione italiana
più del solito. In tarda mattinata ho seguito il Papa al Parlamento
Europeo e al Consiglio d'Europa a Strasburgo: un intervento di alto
profilo internazionale e su temi di drammatica attualità, ma che la
nostra televisione ha soffocato infilandolo nel dibattito ripetitivo
sull'alternativa Renzi-Salvini. Un inguaribile provincialismo salottiero
che mi induce spesso, come ieri ho fatto, a rifugiarmi nei servizi tedeschi della Ard e Zdf.
Nel pomeriggio mi ha sconcertato l'astuta messinscena di Bruno Vespa
(la conferenza stampa con la partecipazione di Berlusconi e le ampie
riprese televisive anche per i telegiornali serali) per lanciare il suo
nuovo libro come se fosse la nostra lettura dell'anno.
La sera mi ha
colpito in Ballarò la faziosità con cui il conduttore e quasi tutti gli
ospiti invitati sono riusciti a scaricare la responsabilità del calo di
partecipazione alle ultime regionali su Renzi e il suo governo (che di
per sè le hanno vinte), invece di ricondurla al disarmante spettacolo
generale al parlamento e nei partiti e allo scontro sociale in corso.
L'attuale contesto di crisi e di urgenza di riforme dovrebbe portarci al
buon senso del dialogo e della collaborazione piuttosto che ad
antagonismi partitici di altri tempi.
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