Probabilmente Rosetta si è già spenta. È
stato fantastico il suo viaggio di dieci anni di parecchi miliardi di
chilometri verso la piccolissima cometa 67P alla distanza di 510 milioni
di chilometri (oltre 3 volte quella di terra-sole). Un capolavoro di
conoscenza fisica e matematica, un'impresa che dovrebbe farci riflettere
sulla grandezza dell'uomo in ricerca, ma anche sulla sua piccolezza.
Amo la scienza sul macrocosmo stellare e sul nucleare. Seguo con
interesse le applicazioni della relatività con la curvatura
spazio-temporale, le teorie su buchi neri e bing bang, sul nanometrico
quantistico granulare, indeterministico e relazionale. Lo scienziato che
si spinge nell’astrazione matematica ci rende affidabile testimonianza
della complessità della "materia-energia", incompatibile con le
rappresentazioni della nostra immaginazione quotidiana. Ma in tanti
ricercatori che praticano la scienza come tecnica settorializzata mi
turba l'atrofizzarsi della meraviglia: la meraviglia sul mistero che si
espande quanto più crediamo di sapere e capire, la meraviglia sul
mistero del nostro esserci, improbabile e irripetibile. Maneggiando
equazioni essi presumono forse di inventare e governare il mondo; la
complessità e l'astrazione delle loro equazioni sono invece la prova
dell'assoluta parzialità e provvisorietà di ogni punto di vista e
approccio mentale. Una certa presunzione sarebbe legittima solo se
l'interpretazione scientifica fosse qualcosa come un atto creativo o se
almeno riuscisse a renderci il reale intuitivamente comprensibile,
familiare.
La ricerca è suggestiva e necessaria, ma, di fronte
all'ineffabile cui costantemente ci conduce, solo il poeta o il mistico
dentro di noi potrebbe proficuamente continuarne il percorso. Solo la
poesia e il silenzio ci consentono di bucare la membrana elastica della
minuscola goccia che ci ospita, mentre fuori, dove ulula il vento, le
galassie corrono in spazi e tempi da vertigini e i processi del
nanometrico si svolgono in spazi e tempi inesistenti.
Senza poesia e
silenzio la tecnologia continuerà a progredire per lo più sotto la
spinta del profitto di mercato e i consumatori insaziabili (ad esempio
di cellulari e iPhone) se ne serviranno freneticamente per comunicarsi a
distanza, alla velocità della luce, il bla bla bla a cui la mancanza di
meraviglia li ha formati. Mario Tamponi
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